LUNGA STORIA.


Premessa: se la volete corta, perché c'è sempre furia, si passa direttamente al "Come suonano" in fondo alla storia.


I componenti (Attuatori, vaschetta morsetti e tubo di accordo reflex) li ho presi dal fornitissimo www.costruireaudio.com. Hanno veramente tutto per l’audio, incluse anche persone preparate e molto disponibili.


Inoltre non sono un audiofilo ma un elettronico-filo. L’audio è sempre stata una delle mie tante passioni fin da piccolo e devo dire che sorprende sempre: magari ti capita di dover cambiare un paio di elettrolitici ad un vecchio un impianto in classe AB fine anni 70 con delle casse sconosciute lo accendi e dici “eh però!”, come invece a volte roba buona di marca ma sistemata male in ambienti poco buoni rovinano tutto (accidenti alle aspettative). E’ affascinante come sia difficile registrare e riprodurre la realtà 1:1 e come l’orecchio e la psicoacustica a volte se la battono con alcuni strumenti di misura.



ABorigine,


l'idea era quella di realizzare un paio di casse monitor da 35-40 litri di volume in bass reflex da mettere nello studio per strimpellare un po’... io odio le bass reflex ma ho voluto farle per odiarle definitivamente con tutti i sentimenti o per vedere se potevo farci la pace... e poi è stata anche colpa del covid altrimenti sarei andato a farmi una girata invece di riempire il garage di segatura!


Ad ogni buon conto volevo farle a due vie separate pilotate in biamplificazione ma quando i progetti nascono e si sviluppano in testa senza mai essere impressi sulla carta, si ha quel senso di libertà misto a frustrazione che (se non fosse stato sempre per 'sto cacchio di covid) mi avrebbe portato sicuramente ad un'incompiuta.



L'idea prende forma:


"...uso la biamplificazione per non mettere il crossover che mi sciupacchia le fasi dei segnali..."


poi mi gratto la pera e penso: "va bene!.. gli farò un filtro attivo a monte per separare l'abbaiatore (woofer) dal cinguettatore (tweeter)!". Ma pensandoci bene anche un filtro attivo distorce in fase così come lo fa uno passivo: deve filtrare, prima o poi il segnale in uscita lo sfasa comunque... Beh! allora tanto valeva abbandonare la biamplificazione. Peccato, sarà per il prossimo progetto, avevo trovato due amplificatorini switching niente male sulla carta!


Questo pensiero, unito alla vocina interiore proveniente da un mio collega appassionato che dice sempre: "...nell' hi-end teoricamente meno tocchi il segnale meglio è...ricordati Andrea...drea ea...", ha spostato il baricentro del mio pensiero, facendomi inciampare proprio davanti alla soluzione dei miei tormenti.


"Vai! Ci sono! Eureka!... faccio una cosa che non ho mai visto fare a nessuno (ma ci sarà un motivo...) gli faccio un crossoverino leggero leggero che sfasi il meno possibile... e non con la solita frequenza di taglio da 2kHz...dai via... mi butto o butto via tutto!".



Cogito ergo sub (cioè anche Cartesio pensava ai subwoofer, gli altri non capendo hanno trascritto SUM).


È qui che ho pensato di fare un secondo ordine per il subwoofer da 8 Pollici che a 500-600Hz comincia a mollare e di affiancarlo ad un discreto fullrange Faital tutto italiano da 4 pollici appena smorzato in basso da un semplice primo ordine... “dai non si è mai visto un crossover con tre componenti, ma nemmeno i cinesi!”.



Simulazione.


Cerco di scoraggiarmi con un paio di simulazioni fatte al volo su Spice, anche se i parametri del sub sono incompleti ed orrendi, ma qualcosina di ganzo compare all'orizzonte. Le fasi giustamente non sono troppo strapazzate, bene! e le ampiezze? Per le ampiezze mi è toccato spostare un po' più in sù la frequenza di taglio del passa alto data la sua minore pendenza altrimenti rischiava di fare il ridosso alle basse, e comunque si evidenzia la difficoltà nel trattare questo incrocio con pendenze diverse, mi darà del filo da torcere (nel senso che dovrò fare altre induttnaze? Buah!).


“Oh! induttanze in aria e avvolte a mano mi raccomando, il nucleo in ferrite introduce delle distorsioni per il loro ciclo d'isteresi... orrore che errore!”. Anche su questo punto ci sarebbe da discutere: tanti blasonati marchi dell’hi-end fanno crossover (e già qui la cosa per me sarebbe già border line) per giunta usano avvolti con nuclei per risparmiare rame e qualche parametro parassita proprio dei grossi avvolti.


Dai ci siamo, non sarà perfetto ma si aggiusta quando gli altoparlanti saranno nel suo mobile.




Mobile e legname!


Qui ho giocato moooolto sporco: ho fatto una volumetria molto strana per accontentare sia il progetto reflex che quello in sealed (che di per se ha molti meno problemi), cosicché all’occorrenza potevo trasformarle e sentire la differenza.


Faccio due conti e mentre tiro le somme mi incammino verso il brico. Lí compro i legni: mdf da 19mm per la struttura e un lamellare da 20mm in faggio per le coperture laterali (non sarebbe un legno adatto perché tende ad imbarcarsi con l'umidità, inoltre le sue naturali nervature ed anche le incollature dei listelli stessi rendono questi pannelli elastici e quindi vittime di possibili risonanze ci vogliono impasti di legno e basta, roba amorfa... “e però mi piacciono i fianchetti in legno vero che si veda e non ho voglia di star lì ad impiallacciare rischiando di fare un troiaio oltre a quello che già verrà! La prossima che la fo’... la fo’ in cemento!”.



Falegnameria... che poesia!



Lapis e righello, faccio un rigo e poi cancello, per un millimetro fo' un macello.


Seghetto alternativo, o lo reggi o fa il creativo, ma era meglio se non partivo...


Punta a tazza su quel legno, di sudore ormai son pregno, il casino è se mi sdegno!


Vinavil a litri, carta a vetro e viti...


...dai giù e l'è una provaaaa, attacco tutto e fo' una supernovaaaa!



Ad esser sincero ho fatto molti errori, che poi ho dovuto recuperare in corso d'opera. Succede sempre così quando si parte alla garibaldina maniera per non dire "...a bischero sciòrto". Il lato positivo di questa particolare tecnica è che, se hai tempo da spendere, spesso ti presentano delle problematiche che mai avresri dovuto affrontare se fossi partito da un progetto più pulito e dettagliato. Ma è così che si espande la conoscenza... vero Confucio?



Ultimi step.


Il rivestimento di simil-eco-pelle, praticamente un tappetino di gomma da me ri-nobilitizzato con l'aggettivo ad effetto "ANTI-RIVERBERANTEEEE! ueh bauscia!" e la classica imbottitura interna in foam (anche se classica sarebbe stata la lana di vetro o roccia... sempre silicati amorfi sono se non erro).


Il foro sul dietro per lo sfiato reflex calibrato per quel volume, frequenza, ecc. (certo Dottor Watson, si evince che elle non si debbano accostare ad opera muraria alcuna).


Altra punta a tazza e via col foro per alloggiare la morsettiera tergale con contatti placcati oro... “Belli eh! D'effetto perbacco ma dubito che sia oro per la cifra che li ho pagati e comunque lasciamo perdere i discorsi sulla roba placcata oro per l'audio: per me è solo roba bella da vedere e non c'entra niente con la qualità dell'audio, la stessa cosa la ottieni stagnando i fili o giù di lì... Ci sarebbe tanto da parlare... “Beh, se un giorno incontrerò l’audiofilo esoterico convinto che mi parla del miglioramento uditivo coi contatti dorati... no! Non gli dico nulla... poverino ci crede... sarebbe come bestemmiare nel confessionale! Ma se sente la differenza fra le banane d’oro e altro materiale che non si ossidi allora potrà sentire anche il fruscìo delle foglie del cactus”




È giunto il momento di collegarle!


Prima passata tecnica di sweeppate per vedere se ci sono soffi, risonanze o vibrazioni sia a volumi contenuti che sostenuti, poi spettri larghi con rumori rossi, rosa, bianchi e viola per vedere il comportamento in frequenza, ovviamente tutto a volume basso perché queste prove andrebbero fatte in camera anecoica mentre io le provo nel nostro salotto riverberante.


L’analizzatore di spettro (stando attenti alle varie riflessioni) dice che l’incrocio delle frequenze di taglio è circa piatto, ma l’analizzatore di spettro si sa, non la dice tutta (non ti dice le fasi, quindi ti da la metà delle informazioni). Infatti, ad orecchio, la banda 1000-1500Hz sembra veramente troppo intensa, troppo pungente, un suono acido. E’ qui che decido di ritoccare il crossover anche se mi stavo allontanando dai calcoli e dalla risposta quasi pari dell’analizzatore.




Sì,.. ma come suonano?


Alla fine decentemente, molti difetti non sono riuscito ad eliminarli completamente ma è stato divertente trovare un giusto compromesso (almeno giusto per me). Bisognerebbe farle sentire ad altri orecchi molto più esperti per poter raccogliere altre critiche.


Durante l’ascolto cerco di essere il più critico possibile anche se resta difficile quando ci hai sudato sopra per un paio di pomeriggi.


L'ascolto: è la parte più piacevole quanto più dispendiosa di tempo. Occorre sentire tanti brani che conosci a memoria e che hai gia sentito su altre casse, altri impianti, in altri locali. Poi anche le casse stesse dovrei provarle su più impianti ed in varie posizioni, in vari locali, ecc. per conoscerle bene. Insomma sarebbero tantissime le prove da fare: in genere penso che l’ascolto sia veramente un’esperienza senza fine.



Auto-critica+recensione.


Casse sui cavalletti e via!


Partiamo dalla parte bassa: prima pecca, i bassi non sono troppo veloci ma sono molto morbidi, profondi ma non debordanti la sinusoide a 33 Hz (il primo DO della tastiera) riesce ancora a farsi sentire abbastanza bene, e la prima risonanza circa a 37-40Hz per fortuna non troppo accentuata (per fortuna perché è la mia paura nei reflex).


Salendo in frequenza, seconda pecca. Si percepisce un po’ quella mancanza voluta fra i 700 e i 1500 Hz, se si tenta di farla guadagnare appena di più in quella banda viene fuori un suono più confuso ed acidulo. Questa zona quindi toglie un po’ di corposità alle voci, un vero peccato.


Passando poi sulle medie fino agli acuti si ha il primo punto a favore. Un gradevole ascolto pulito contenuto e preciso che aiuta molto nella percezione dell'mmagine, la soluzione di far lavorare il full range come tale in questo punto rende molto bene. Qui sembra veramente tutto in fase e certi strumenti sembra proprio di vederli.


Il rovescio della medaglia si manifesta come difetto sugli altissimi veramente poco brillanti ma ciò che resta di questa banda però è molto gentile, i piatti non graffiano e sono molto caldi, si sente bene il metallo e la punta dura della bacchetta che lo colpisce molto definita.



Conclusioni


Devo dire che ero partito per fare delle monitor ma che non potranno mai essere tali: le monitor io le intendo come casse piatte, oneste, neutre, magari potrebbero sembrare anche sgradevoli da ascoltare ma è così: a volte la verità brucia.


Se una registrazione è fatta con una certa equalizzazione, la monitor te la dovrebbe dare così com’è, altrimenti non è una monitor, non saprebbe fare il suo lavoro. E’ come il discorso sugli equalizzatori: è un trucco, aggiusti le bande a tuo piacemento e non a piacimento dell’artista, oltre a stravolgere la fedeltà.


Dicevamo, queste casse non saranno delle monitor e quindi ho fallito, volendo fare un paragone con delle sedute sarebbe come confrontare una sedia da ufficio con un’ergonomia impeccabile ad una vecchia poltrona calda ed avvolgente ma con un paio di fastidiose molle rotte.


Sono buone per un ascolto disinvolto e continuativo, non sono troppo stancanti. Rendono bene su pezzi spettralemnte parlando semplici tipo jazz-lounge, easy listening dove chitarre clean, flauti, trombe in sordina fannon i loro giochi. Purtroppo, nelle orchestre, nella famiglia degli strumenti ad arco inciampano sia la viola che il violoncello mentre violini e contrabbassi fanno quasi il loro dovere. Così anche molti fiati nella medio-bassa hanno un una mancanza.


Inoltre sono poco sensibili, hanno un impedenza piuttosto alta (16-20 Ohm) e quindi molti amplificatori non riescono a scaricarci la potenza che vorrebbero, si ovvìa alzando appena il volume... che tanto quando sei a 10W RMS (5+5) vibrano mobili e finestre oltre a far diminuire la sensibilità dell’orecchio... “e invece si parla sempre e subito di Watt anzi di kiloWatt... etichette assurde su casse ed impianti come se fosse il dato più importante... Oh! Ma se vuoi fare casino o comprati una vuvuzela”.



Andrea.